8 Luglio 2021 By gabriele pelizzari

Earth Day: La giornata della terra

La Giornata della Terra’, celebrata ogni anno dalle nazioni Unite dal 1970 è il 22 aprile ed ha lo scopo di far conoscere e tenere vivo un valore fondamentale: l’etica ambientale.

Le buone notizie:

Per la prima volta dopo anni lo smog cala in ogni angolo del pianeta, e questo accade grazie alla recessione. La decrescita, con il rallentamento dello sviluppo, sembrerebbe essere la migliore cura per l’ambiente.

In cina,  l’inquinamento atmosferico è stato inferiore nell’ultimo trimestre del 30% rispetto ai 7 anni precedenti. (Sito Focus)

In America, da New York a San Francisco, i pendolari costretti a risparmiare per le ristrettezze economiche, riscoprono i mezzi pubblici meno inquinanti come le metropolitane e i treni.

Le compagnie aeree in carenza di passeggeri lasciano a terra parecchi velivoli e disdicono ulteriori contratti di acquisto con le società produttrici di aeromobili (Airbus e Boing).

Nei porti asiatici di Hong Kong, Seul e Singapore centinaia di navi porta container sono rimaste ferme a causa del crollo del commercio mondiale riducendo così lo smog del trasporto marittimo.

In Europa 150 città hanno aderito al movimento delle “Transition Town”  adottando un piano strategico sistematico per la riduzione dei consumi energetici; il consumo di elettricità (prodotta da centrali con combustione di carbone) è in calo per la prima volta da decenni.

Ancora, altra buona notizia: in enormi piazzali si accumulano i SUV invenduti (vero totem tecnologico del trasporto e status symbol sociale) disertati dai consumatori obbligati per necessità a scelte più consone e razionali in tempi di decrescita.

Insomma, tutte le cause di inquinamento sono in ritirata, alleluia per questa novella Waterloo!

Le associazioni ambientaliste americane spingono entusiasticamente una nuova etica di vivere imposta alle famiglie dalla crisi, cominciando a cambiare quella miriade di abitudini quotidiane che imponevano una pressione crescente sull’ecosistema.

Ciò che sta succedendo ora in tempi di recessione in realtà si era già verificato 30 anni fa all’epoca del crollo del muro di Berlino e dell’impero sovietico.

La crisi economica di tutta l’Europa dell’est con la chiusura di molte fabbriche in Russia, Ucraina, Cecoslovacchia (ai tempi un unico stato ndr) e paesi satelliti produsse una diminuzione del livello di smog sopra il Circolo Polare Artico del 50%.

Tuttavia dobbiamo porci un’ulteriore domanda: per l’ambiente questo miglioramento è durevole?

Sicuramente no, in quanto se il calo dello smog è solo un effetto dell’impoverimento, i suoi effetti non saranno duraturi.

La recessione diventa controproducente se le scelte economico-politiche dei paesi più avanzati rallentano gli investimenti in nuove tecnologie, che saranno penalizzate dall’offerta ” contro-choc”  del sistema petrolifero che avrà prezzi relativamente bassi.

Se il conto economico non sarà positivo, le aziende produttrici di energie alternative cancelleranno progetti, I finanziamenti a lungo termine che comportano lo studio e la ricerca di fonti energetiche alternative saranno ridotti.

Resta una grande speranza nelle promesse di politica di incentivi per le fonti di energia rinnovabili.

Quindi se la recessione fa bene all’ambiente, tuttavia NON può essere la soluzione perchè  da sola non ce la può fare.

Ben vengano dunque tutte le iniziative che incoraggino e mantengano viva un’etica ambientale – e al proposito vi propongo il racconto della fine degli anni ’80 del Dott. Invernizzi.

Parabola Ecologica