Prima di cercare scuse…

di Mick Corso

Penso e spero che il mio articolo non abbia dato la stura ai reconditi sentimenti degli sconfitti frustrati: “Ah ecco, son tutti ladri”, “Ogni manche, ogni slam che gli avversari hanno chiamato, mentre io no, era perché si dicevano le carte”, “Ci sono messaggi whatsapp inviati e poi cancellati. Perché mai?”.

No ragazzi non è così, i partecipanti ai nostri tornei online sono giocatori che come tutti hanno trovato qui uno sfogo/passatempo a questo tragico periodo. Qualcuno ha brutte abitudini? Senz’ altro qualcuno ci sarà, ma non possiamo rovinarci il piacere di divertirci con un po’ di agonismo per iniziare una caccia alle streghe molto fuori luogo.

Gli organizzatori mi assicurano che i sospetti per alcuni scambi di messaggi sono stati tutti controllati e non avevano alcun chè di illegittimo, erano errori di trasmissione, capitano a tutti. Quanto invece a giocate strane (che ho invitato ad evitare) molto spesso sono errori di gioco perché il livello dei giocatori è molto vario e quindi ci sta che qualcuno sbagliando vinca e qualche esperto (o sedicente tale) debba leccarsi le ferite.

Giochiamo, giochiamo, giochiamo e se poi ci sarà da parlare di qualcosa che non è piaciuto l’organizzazione vi ascolterà e interverrà. Garantito.

 

NON FATELO!

di Mick Corso

“Signore e signori! Per il Campionato mondiale dei pesi massimi con pantaloncini bianchi, all’angolo di destra: Mario Rossi!!!!!” Scrosciano gli applausi, mentre il pugile, fisico asciutto e ben proporzionato, raccoglie l’ovazione al centro del quadrato.

“All’angolo di sinistra, con tuta mimetica grigia, casco integrale, calzari con puntale in ferro, Beretta calibro nove e machete: Giuseppe Verdi!!!!!!!!” Applausi convinti del pubblico in delirio… ma forse non sarà un incontro alla pari. O no?

Qualche giorno fa, in uno dei tanti tornei di bridge online che si svolgono nella penisola fra bridgisti costretti in casa dal COVID-19, un giocatore deve attaccare contro uno slam e non sa bene cosa fare, squilla il telefonino e un messaggio dice “a picche Q quinta, a Quadri il K, ecc.” Il diavolo fa le pentole, ma non sempre i coperchi… e il messaggio viene inviato per errore alla chat comune del torneo. Veloce la messaggera cancella, ma uno dei partecipanti è più veloce di lei, salva il messaggio, lo mette in circolo. Fischi, urla, espulsioni, penalità, ecc. ecc.

Certo se si si ruba anche quando in palio non c’è né una medaglia né un euro, c’è poco da stare tranquilli!

Capita a me che l’avversario dopo che la sua compagna è sempre passata, grazie ad una mia riapertura dichiari la manche, naturalmente contrata, e il morto esponga il fit terzo, 2 assi e un singolo. Va beh.

Altro incontro assisto, nel silenzio del partner ad un attacco a colore sotto Asso con K al morto, Q al compagno e J al dichiarante. Contratto battuto.

Ora qui nessuno può dire nulla, prove non ce n’è, ci mancherebbe altro, ma un conto è se la giocata vincente più strana del mondo viene fatta ad un tavolo di bridge con i sipari e un altro conto è se avviene senza che gli avversari abbiano alcuna protezione.

E qui viene la mia preghiera: non avvelenate questi mesi di bridge virtuale.

Avete l’idea che attaccare sotto AKQJ sia la soluzione vincente: NON FATELO.

Pensate che il compagno che è sempre passato possa avere quattro assi e quindi dovete chiamare slam: NON FATELO.

Qualunque idea folle e magari vincente vi passa per la testa, lasciatela perdere, la userete quando il bridge riassumerà i propri contesti naturali, per adesso: NON FATELO. Giocate la regola, giocate quello che sapete fare, non andate a caccia di colpi, non è né il luogo né il momento.

Aiutate organizzatori e giocatori a non rimpiangere di aver coltivato una passione condivisa da troppi di cui non ci si può fidare.